Autismo,casi passati da 1 su 10mila nati negli anni 80 a 1 su 50
Manifesto condiviso,tra i punti terapie nei Lea e fondo dedicato
I disturbi dello spettro autistico hanno in atto una crescita esponenziale, continua, siamo passati da 1 su 10 mila nati negli anni 80 ora siamo a uno ogni 50 nati, un'incidenza di ben 200 volte in più. Si stima che attualmente in Italia vivano nel disturbo non meno di 500 mila persone "e se calcoliamo il nucleo familiare si capisce quanto impatti nella vita di tantissimi". Sono i dati ricordati da Roberto Speziale, Presidente Anffas Nazionale (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) che ha presentato il Manifesto per l'Autismo ricordando in primis che "la qualità della vita delle persone con autismo e delle loro famiglie è significativamente peggiore addirittura rispetto a quella con altre disabilità, dobbiamo prima di tutto colmare questo gap". È importante migliorare l'assistenza ma soprattutto la qualità degli interventi in favore delle persone nel disturbo. "Abbiamo bisogno di multiprofessionalità, di multivalutazione, di più sguardi", sottolinea Speziale. È cruciale dare risposte chiare alle famiglie facendo seguito alla legge 112 del 2016, nota anche come "Dopo di noi", che tutela le persone con disabilità grave prive di sostegno familiare. Un punto fondamentale del manifesto è che sia inserita la terapia Aba (Applied Behavior Analysis) nei Lea, prescrivibile e a carico del sistema sanitario nazionale. E poi naturalmente che gli insegnanti di sostegno siano adeguatamente formati per seguire i bambini nello spettro autistico. È anche importante che sia garantita la presenza di un rappresentante delle associazioni nel comitato Lea; e poi ancora bisogna rendere strutturato il fondo autismo, finanziato con almeno 5 milioni di euro l'anno e destinarli al finanziamento della ricerca mirata e condivisa. "È il momento di ricercare una sinergica alleanza tra i ministeri competenti, il mondo scientifico e della ricerca, le associazioni e le federazioni - conclude Speziale - per far sì che nessuna persona e famiglia nel disturbo dello spettro autistico sia lasciata sola o indietro".
P.Weber--LiLuX